martedì 20 gennaio 2009

Yes, I am!


Oggi alle 18 la parola speranza entra a far parte del nostro vocabolario, perché quando un uomo decide cosa vuol dire “avere un sogno” e cosa può voler dire crederci fino a realizzarlo, quest’uomo da un nuovo significato alla parola speranza...
Stiamo parlando di un uomo che ha intrapreso un viaggio lungo 700 giorni e che oggi in un minuto finalmente lo concluderà nascendo davanti a un uomo che in quel minuto civilmente morirà.
Un uomo che per primo nella storia dei suoi colleghi ha preferito farsi scattare la foto ufficiale con una macchina fotografica digitale senza flash e per la cronaca scattata martedì scorso 13 gennaio alle 17,38 (ora di Washington) da Pete Souza, con una Canon EOS 5D Mark II con una lente da 105 mm, apertura a diaframma 10, tempo di 1/125 e ISO 100.
Un uomo il cui computer è ovviamente un Mac e non poteva essere altrimenti.
Un uomo che vuole sapere ancora dalla viva voce degli insegnanti come vanno le sue bambine a scuola.
Un uomo che tornando la sera negli appartamenti della casa più brutta e più famosa del mondo, la Casa Bianca, so che sarà capace di fare un massaggio al collo alla moglie se lei glielo chiedesse.
Un uomo che quando sale un qualsiasi tipo di scale le affronta come uno stambecco innamorato, lieve ed elegante, un uomo per cui è lo stile che fa la persona e non viceversa.
Un uomo che durante una sera di un anno fa mi ha fatto innamorare di un’idea che non aveva ancora un nome e che oggi ancora mi manca.
Un uomo che nel momento più topico della sua campagna elettorale non ha esitato a interromperla per andare a salutare la donna che lo ha cresciuto, sua nonna e che non sarebbe sopravvissuta fino a vederlo vittorioso.
Un uomo che tra poche ore davanti a due milioni di persone, ne avrà una soltanto alle sue spalle, che un minuto prima era dietro le spalle di uno zombie che ricambierà con un ghigno il sorriso che riceverà.
Quell’uomo oggi diventa Presidente degli Stati Uniti d’America e quell’uomo si chiama Barack Obama.

3 commenti:

Ted ha detto...

Un uomo così potente da poter organizzare il suo concerto scegliendo gli artisti dai preferiti del suo iPod.

jane fonda ha detto...

questo pezzo è bellissimo, lo cercavo sul podcasting di radio2 ma non l'ho trovato...

Anonimo ha detto...

Wow... non penso ci sia un modo migliore per descrivere una simile emozione storica...