mercoledì 3 dicembre 2008

Natale: istruzioni per l'uso


Ieri i tg diffondevano la notizia che quest’anno gli italiani spenderanno la stessa cifra dell’anno scorso... (“Ah davvero? non lo sapevo... io avevo capito che non c’era una lira”). Vedete come si spargono le voci e l’euforia? Non c’è una lira, questa è la verità... Perché il Natale è vittima di questa forma di consumismo che oggi fa a cazzotti con l’amara realtà del momento di crisi che stiamo vivendo. Quindi va recuperata una parola magica, figlia di altri anni, figlia di quella Italia in bianco e nero che ci ha salvato da tutto e che ci ha lanciato nel mondo intiero: PENSIERINO, un pensierino si fa per regalo, e basta, anche perché come diceva mia nonna, e solo adesso lo capisco, “regalo è morto!”
Infatti il regalo grosso al limite lo si fa per il compleanno, a Natale davvero basta il pensiero o meglio il pensierino, i regali quindi si fanno così e si fanno oggi! E basta! Oggi non c’è nessuno nei negozi e i commessi si buttano addosso a te!
Ai figli si regalano solo libri, da poco, edizioni economiche, e titoli classici in modo da non dover buttare i soldi poi dallo psicanalista da grandi. Mi spiego meglio, se da piccolo legge Anna Karenina, poi da grande capirà meglio i problemi d’amore che inevitabilmente vivrà sulla sua pelle. Se da piccolo ti leggi L’isola del tesoro da grande sarai più preparato a entrare nella vita adulta, stessa cosa per La linea d’ombra, di Conrad, Martin Eden, oppure Dott. Jekyll e Mr Hide, capirai che dentro di te c’è una bestia che rugge e che è la parte più vera di te, e quindi conoscerla, venirne a contatto da giovane, ti spaventerà di meno che farlo a 40 anni, poi dopo piangi e ti chiedi “Oddio chi sono?” Non dite che non ve l’avevo detto.... Quindi ai figli si regalano libri, non voglio sapere di giochi per la play, quelli servono solo agli adulti cretini che non sanno cosa dirsi nella vita, perché non hanno letto i classici. E veniamo ai parenti, una scatola di caffè, buono, Tazza d’Oro, che è quello di Roma, quindi a Milano o in Italia una torrefazione cittadina artigianale. A tutti i parenti, senza distinzioni di rango o grado di parentela, finiti i regali!
PS: Alla donna della nostra vita invece ovviamente parliamo di un plaid di cachemire, blu notte... alla faccia del consumismo, voglio morire povero ma voglio spendere tutto quello che ho per vederla sorridere un minuto solo della sua vita, un pullover di cachemire un filo, nero petroleum sartorialist! Un paio di calze nere di puro cachemire mezzo filo velatissime, un paio di stivali lunghi sopra il ginocchio, rossi con pelliccia di renna bianca, una bottiglia di Oyedo, e un filo di perle non coltivate lungo 4 metri da legarle al collo tutta la vita con 7 giri e poi una boccia di champagne cordon rouge per brindare alla festa più povera dell’anno!

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