venerdì 25 settembre 2009

Un venerdi di settembre


Cos’è che si può chiamare un venerdi oggigiorno?
È oggi, tanto per fare un esempio! È il venerdi che ci riporta nelle nostre case, magari con un treno affollato, pieno di facce stravolte dalla settimana appena conclusa ma con un ghigno significante che assapora le gigantesche aspettative. È il giorno cominciato stamattina con un altro piglio, diverso da tutti gli altri giorni della settimana. È un giorno che sta quatto quatto dietro un giovedi noioso, se ne frega del tempo, bello o brutto è sempre un venerdi, che mi frega se piove? Me ne sto chiuso dentro casa a vedere un film di Woody Allen, ricreando New York a casa mia, invece di andare al cinema a vedere l’ultimo. Se è bello mi organizzo un pranzo fuori. È il giorno che equivale al 23 dicembre, o al 31 luglio, di ogni settimana. È un giorno che in realtà comincia alle 13, saluti chiunque con un sorriso perché ti sembrano più belli e gentili, e tutti ti rispondono grati perché anche per loro è venerdi e gli sembri tu più bello e gentile (praticamente un equivoco collettivo). È il giorno del pieno in macchina, del domani si vedrà, perché ti sembra di avere tutto il tempo del mondo davanti anche se stiamo parlando di 52 ore appena. Il cellulare da nero che era si trasforma in rosa pallido come un confetto che ti dice “mangiami”, gli sms volano felici, smaglianti, riaffiorano battute distensive, invece dei soliti ok di conferma ai pranzi di lavoro, oggi ci accontentiamo di una macedonia per fare posto alla cena straordinaria che ci aspetta preparata da mani gentili e generose. Un applauso è comunque dietro l’angolo qualsiasi cosa facciamo. Ma il venerdi ha un difetto: a mezzanotte comincia il sabato, detto “Il Finto”...

2 commenti:

elena ha detto...

Il lunedì è invece il giorno dell'odio!

Ric ha detto...

È vero! E ne parleremo...