mercoledì 11 novembre 2009

Una giornata metropolitana


Stand up alle 8. Una doccia con soffione da paura effetto pioggia nel pineto torrente, un bicchiere di succo di frutti rossi polifenoli antiradicaliliberi, un caffè Roma “Nespresso, what else?”. Una camicia bianca button down con colletti e polsini slacciati, presa da un cassetto profumato con sacchetti di pot-pourri Santa Maria Novella (what else?). Completo blu o grigio ferro, scarpe Church’s, una cravatta presa da Viganò o da Rubinacci e via, in una nuvola di Equipage, che usava anche Jacqueline Bisset! Un salto al caffè Greco dove guarda caso arriva la donna della nostra vita per prendere il vero caffè della giornata, il secondo, non il primo che serve solo a svegliarci, un bacio veloce con dating successivo per la serata. Ora ci aspettano in ufficio dove la boiserie è la vera padrona di tutto e le segretarie, tutte perfettamente parlanti italiano, sorridono come un’hostess della SAS del 1958. La giornata comincia tra mail consultate su un iMac 27 pollici, e telefonate internazionali che passano su apparecchi con cavi di pelle di Ritz Saddler. Alle 13 un break per un frugale lunch: stiamo parlando di un club sandwich al Hotel d’Inghilterra, dove entrando incrociamo senza girarci Catherine Deneuve (che quando scende a Roma si butta lì, non lo sapevate?). Un altro caffè sempre al Greco, dove nel frattempo hanno cambiato turno le cassiere e i baristi. Altri sorrisi da ricambiare con charme tipo “Drakkar per uomo, carattere e personalità”!
Parte il pomeriggio con belle lettere da scrivere a mano su carta di Pineider, e penna stilografica Chopin di Montblanc, o quella di un prozio che ha firmato il Trattato di Yalta. Uno sguardo ai siti internazionali del New York Times, L’Equipe, Variety, un saluto alle hostess e andiamo avanti.
Alle 18 ci aspetta la palestra, 10 minuti di pochi pesi per il giusto e sobrio tono muscolare, 40 minuti di tapis roulant e 1000 addominali.
Alle 1930 rientro in casa per il cambio d’abito, veloce, ci aspetta una prima a teatro o un cinema alle 20, con biglietti già presi, arriva una nuvola di Oyedo seguita da un filo di perle triplo al collo, chi è? Ma certo, un pullover nero di cachemire a 4 cavi, un taglio di capelli sportivo, una pochette di un’eleganza minimal, Audrey? Ci siamo. L’ingresso, ovunque sia, è da red carpet. A teatro la noia, all’intervallo la tentazione di scappare mano nella mano è troppo forte, un romantico taxi ci sgancia in un restaurant per un tagliolino burro e tartufo, o nell’abituale trattoria per qualche antipasto e una vodka gelata Polo Nord.
Questa è la giornata, la metropolitana un’altra volta!

PS: cosa c’entra Robbie Williams? Niente, è bella la foto...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

che palle che sei Ricca, ora mi tocca provare Oyedo, poi magari mi piace un sacco e ci devo pure spendere un botto. intanto ho dovuto compulsivamente consultare il sito, per capire dove trovarlo, lo vendevano da Materozzoli. meno male che ha chiuso. ClaudiaB

valeria ha detto...

la chiusura è spettacolare.
v.

Ric ha detto...

Oyedo si trova al Pantheon, la chiusura effettivamente è da urlo! Grazie

Ted ha detto...

"le segretarie, tutte perfettamente parlanti italiano", fantastique.

Anthony ha detto...

Ed è solo per timidezza che non ci hai detto che prima di rientrare a casa si passa a salutare Fred Astaire prima che finisca gli esercizi di tip sulla scrivania di cristallo. Superbe!