mercoledì 7 marzo 2012

Quell'estate dell'anno che verrà...

Immaginate una nonna che, per esaudire un desiderio del nipote ottenne, si rechi in un negozio di dischi il cui commesso era il figlio del portiere, per trovare la sigla di un programma tv condotto da tale Lucio Dalla e si metta addirittura a cantare “lettera X dov’è il segreto di Asterix?”. Niente! Oggi che “Fumetto” (tratto dall’album “Terra di Gaibola”) è un mp3 sull’iPod, facciamo i conti con le canzoni di Lucio Dalla che dall’infanzia ci hanno accompagnato nella vita. Per esempio “L’anno che verrà”, uscito da un giradischi davanti agli amici della prima estate che meritasse quel nome, l’estate dove potevi tornare tardi la sera, la notte, tanto era casa di zia e lei lo permetteva. Quella musica ti faceva guardare una ragazza negli occhi come forse poi non sei più riuscito a fare e come ancora oggi ti auguri di guardarne un’altra. Era l’estate nella quale ridevi, ridevi, e ridevi. Ridevi di tutto: di un motorino che cade dal cavalletto, di un pezzo di pizza che scotta, di una notte in bianco, di uno scherzo che ti hanno fatto o che magari hai fatto tu. E ogni volta che riascolti questa canzone senti che non hai più niente che ti faccia ridere così tanto e improvvisamente cominci a piangere. Nel “1983” forse stavi già lavorando anche se molti non la pensavano così e quella canzone ti accompagnava dalle cuffie di un walkman che ti eri comprato con i primi soldi tuoi. E con quelle note nell’orecchio, nei primi ascolti in solitaria, la testa ti girava a mille perchè ti sentivi ricco visto il tempo che avevi davanti e i mille scambi in stazione ti davano la sensazione di poter scegliere qualsiasi binario per vedere dove poteva portare. E poi “Caruso” che ascoltata proprio da quella nonna ti ha permesso di dirle “ti piace, vero? L’ha scritta quello che cantava “Fumetto” quando ero piccolo...”. E quella canzone ha messo d’accordo almeno tre generazioni. E mettere d’accordo la gente è un’arte che non tutti sanno praticare, anzi. Ecco perché poi in un momento della tua vita in cui stavi facendo qualcosa qualcuno ti ha dato la notizia che Lucio Dalla non c’era più, ti è venuto da piangere. Perché in un momento immenso hai rivisto tutti gli anni che sono passati da quella sigla ascoltata in tv, passando per quell’estate e tutto quello che c’è stato dopo. E ti accorgi che andare d’accordo con la gente che ti sta attorno è sempre più difficile ma forse è l’unica cosa che dovresti fare.

8 commenti:

camilla ha detto...

poetico

Signor Smith ha detto...

generazioni segnate da ballerini che ballano, settime lune, cuccioli alfredi, disperati erotici stomps, gente che dalla sua cella vedeva solo il mare...
Seccante accorgersi ora della sua grandezza.

Paolo ha detto...

Estate 1972, Isola d'Ischia. È mattina, poco prima di andare in spiaggia. Al piano bar dell'albergo c'è un signore un po' gnappo in canotta che prova una canzone, accompagnato dal pianista. Un bambino di sei anni, molto più gnappo del signore, tira la mamma per la mano perché vuole chiedere un autografo. "E lui che canta la sigla del tuo programma preferito - dice la mamma - ti ricordi come si chiama?" Oddio, come si chiama il programma o il signore? . Il bambino si lancia:"Gli eroi di cartone!". E il signore gnappo di rimando fa: "Dalla..." mente spinge verso le mani imbambolate del bimbo una cartolina, con su scritto solo il cognome.
La cartolina è spuntata fuori dallo stesso cassetto di quarant'anni fa.
Le L del cognome sono altissime

Ric ha detto...

Complimenti Paolo: un ricordo bellissimo!

Anonimo ha detto...

"Che mondo sarà, se ha bisogno di cercare Superman?"
Noi dei Fumetti in tv l'abbiamo amato già da allora; poi con i suoi angeli, ballerini,lune e i disperati Anna e Marco ci ha legato per sempre.
Un Superman l'abbiamo avuto, era lui.

Anonimo ha detto...

io sono arrivata un po' dopo quel programma ma Fumetto l'ho adorata ed è stata la prima che ho ascoltato per ricordarlo. sarà per le sue espressioni o i suoi vocalizzi...ma ho sempre pensato a lui come un fumetto, e continuerò a farlo.

Fruttacandita ha detto...

la sua scomparsa ha fatto piangere anche me. Mi dispiace proprio tanto

Monica P. ha detto...

... ecco, questo mi manca oggi, ad un passo dai quaranta... quell'euforia del cuore perché tutto ancora doveva venire.... CIAO