giovedì 1 marzo 2012

L'ultima luna

Questa canzone, “L’ultima luna” di Lucio Dalla, l’abbiamo sentita per la prima volta quando un amico ce l’ha fatta ascoltare una notte nella sua macchina, una mini 90, buttata nel parcheggio di un brutto camping. Io questa storia delle lune non le ho mai capita con quel testo che, boh, però questo giro era da paura e ci ha fatto sempre da colonna sonora quando qualcosa d’importante ci capitava nella vita, facendoci pensare che forse avevamo imparato una lezione. Forse era una di quelle lune quando dopo un’intera settimana a chiedere il permesso di fare una gita a Todi con tutti i compagni di classe, alla fine, la sera prima della partenza mi sono preso la febbre a 40 e da quel momento li ho “persi” tutti. E quando poi finalmente sono riuscito a fare una gita con loro non era più la stessa cosa, perché mi ero perso quella prima e quindi non avevo quei riferimenti. E abbiamo imparato pure questa... Forse era una di quelle lune quando a quella ragazza che mi piaceva veramente non sono riuscito a dirglielo ma le ho regalato un anello! E lei ha capito che volevo sposarla! Ma io no, e non sapevo come dirglielo, nemmeno questo, insomma né sì né no, né troppo né troppo poco, e mille equivoci e lei l’ha buttato via, io l’ho raccolto ma non potevo darlo a nessun’altra e quando poi l’ho ritrovato in un cassetto l’ho buttato io. E abbiamo imparato pure questa... Forse era una di quelle lune quando finalmente abbiamo conosciuto la ragazza giusta, ma era troppo presto, o troppo tardi, o non ci andava, o non le andava, insomma non è diventata la donna della nostra vita ma forse lo era e una mattina dal tempo incerto abbiamo capito che era lei. Ma il giorno dopo il tempo era bello e abbiamo capito che non era lei. Ma alla fine bello o brutto ci pensiamo tutti i giorni. E abbiamo imparato pure questa... Forse era una di quelle lune quando quella volta eravamo all’ospedale perché c’eravamo fatti male sul serio, e in camera, quando ormai non si può più, quando si è fuori orario, e tu hai già cenato e ti viene da piangere da solo lì dentro, si apre la porta ed entra l’ultima persona che volevi vedere, perché lo odiavi per mille motivi ma in quel momento non te ne viene in mente nemmeno uno. E abbiamo imparato pure questa... Quando ti sei sentito veramente solo, e senza più una motivazione, e non riuscivi nemmeno ad alzarti dal letto, e non volevi vedere nessuno. È in quel momento che pensi che tutto quello che hai fatto non ti è mai piaciuto e forse non è servito a niente e pensi che magari ormai è andata così e tanto vale lasciarselo alle spalle. Ma mentre lo pensi ti prende un colpo quando senti una mano sulla spalla che ti fa girare e vedi uno che ti guarda e ci metti quel secondo in più che serve a un cervello stanco per capire che è lui, quell’amico di tanto tempo fa che ti aveva fatto conoscere l’ultima luna. E ha la stessa faccia che aveva quella sera nel parcheggio dentro la mini 90.

15 commenti:

AD Blues ha detto...

Bello Ric,
quasi anche migliore del testo di Lucio.

Grazie

---Alex

Gianluca Di Lonardo ha detto...

A ognuno la sua, oppure anche più di una.
Per me Lucio Dalla è un sacco di cose, di persone e di posti. Ho provato a riassumerle in poche parole, le sue che pian piano sono diventate anche un po' mie: http://tantodomanimisveglio.blogspot.com/2012/03/puoi-sentirmi.html

Anonimo ha detto...

A Ric sei uno s.....sai arrivare al cuore e farmi piangere.

Fede

Anonimo ha detto...

......Povero angelo benedetto.

Ciao Lucio

Grazie Ric per ricordarlo senza ipocrisia ma solo con la forza della poesia della quale era il re!

Anonimo ha detto...

hai trovato le parole che mi girano nel cervallo. sabrina

Anonimo ha detto...

"ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale."

Sabrina

finalcut ha detto...

E sicuramente una delle mie canzoni preferite ...
grazie
roberto

Mariella ha detto...

Belle parole Riccardo....mi hai commossa , oggi è un giorno che piango ...

Raffa ha detto...

la colonna sonora della mia vita...inconsapevolmente, fino ad oggi, e tremila ricordi: Lucio che ci fa una lezione all'università e ci racconta cosa è la poesia, Lucio sotto i portici del Pavaglione, a Bologna, con un meraviglioso labrador nero, Lucio a Lipari in piazzetta, una notte d'Agosto, che canta con il chitarrista del Pirata, Lucio che gioca a basket, Lucio in prima fila alle partite della Virtus e Lucio alla prima di Banana Republic in un locale della Bassa Bolognese ripresa dalla Rai e posso dire " Io c'ero!!!!!"

Brunella ha detto...

La canzone di Dalla che trovo più struggente è "Tango".
Buon weeek end Brunella

Anonimo ha detto...

mi è enuto un groppo in gola....
Anna & Marco la mia canone preferita.

Anna.

Anonimo ha detto...

Caro Lucio quando cantavi Futura ero una fanciulla che ancora non conosceva né il sesso né l’amore e la tue parole erano pulite e romantiche nel raccontarli volti alla creazione di una vita. Ti sono grata per quella canzone perché ora, pensando a quella ragazzina e ai suoi sogni mentre ascoltava Futura, mi commuovo.
e.

http://www.youtube.com/watch?v=gXr9cr0_-JA

Anonimo ha detto...

Forse è una di quelle lune che vedi uno spettacolo di Riccardo Rossi, ridi fino alle lacrime tutto il tempo e poi lui ti dice le cose che hai imparato e piangi... Piangi perché la vita è così bella e perché oggi Lucio ci manca un sacco, anche se non era il tuo cantante preferito, perché ti rendi conto che era come un tuo amico.

io ha detto...

grazie per queste struggenti parole! ...ma perchè io non ho un amico come te !!?

Anna

camilla ha detto...

bellissimo, e poetico