martedì 2 marzo 2010

Non c'è nessuno come te


Nel 1983 tra le rastrelliere di Goody Music uscì un doppio LP, bianco con una scritta rosa shocking: Rufus and Chaka Khan “Stompin’ at the Savoy”, un disco con tre lati (che impressione leggere “lati”, ve’?) dal vivo, registrati al Savoy per l’appunto e il quarto in studio. Non una cosa pazzesca, ma non appena giravi, ormai senza speranza, il secondo disco sul secondo lato cominciava una pioggerella digitale di una tastiera e su un break di batteria al 27° secondo parte questa “Ain’t nobody”, prima del 4° lato. Ok.
Era l’83 e l’84 doveva arrivare, quella era la musica di oggi, all’epoca. Come se uscisse un pezzo di Lady Gaga, all’epoca, oggi. La differenza è che dovevi comprarlo, o fare una copia su cassetta Sony al ferro cromo da qualcuno che lo aveva preso in prestito da Goody (io)! Non potevi vederne il video e dovevi immaginare questi che dal vivo al Savoy, tutti sudati, suonavano un pezzo dietro l’altro, ma che alla fine si sono detti “Mo’ basta, andiamo in studio e facciamo un pezzo...”.
Chaka Khan, che solo chiamarla così per casa sarebbe meraviglioso (“Chaka, eccomi, sono tornato...”), all’epoca aveva 30 anni esatti e canta questo pezzo scritto dal suo tastierista (che forse l’amava, di nascosto dal capobanda Rufus Khan) con la naturalezza di una donna che non deve chiedere niente ma dire solo ciao per ottenere quello che vuole da chiunque si trovi nella sua stanza.
Mi chiedo se al momento di inciderlo pensava alle botte che gli dava suo marito, come nelle migliori tradizioni, ubriaco o meno. O se piuttosto pensasse a noi ascoltatori ventenni. Mentre a bordo di una Golf diesel con il Pioneer (compreso amplificatore nascosto dall’elettrauto sotto il cruscotto) cercavamo di fare impressione sulla bionda coi capelli corti di turno. Perché questo pezzo, nonostante dance, aveva un qualcosa di disperato nelle note. C’era una ragazza, Chaka, che diceva “non c’è nessuno che mi ama meglio, che mi rende felice, che mi fa sentire così, non c’è nessuno...” Ma le note dicevano altro alle nostre orecchie, parlavano di un amore che non c’era più, o che la ragazza che si trovava accanto a noi non era quella giusta per noi (lo sapeva pure lei, mentre le facevamo sentire mille volte questo pezzo tornando indietro col dito sul rew). Al semaforo, con il gomito fuori dal finestrino, vagavamo lontani con lo sguardo e ci sentivamo immortali, il pezzo andava e pensavamo che un giorno, chissà quando, saremmo stati felici. Non ci bastava la biondina accanto che avevamo in quel momento e gli abbracci di cui parlava Chaka non erano certo i suoi ma per assurdo quelli di cui avevamo bisogno senza avere il coraggio di riconoscerlo. Ci sentivamo forti, ma eravamo solo incoscienti.
Rufus ha poi disbanded e questo è stato il suo ultimo album. Chaka Khan invece sta su YouTube con 30 chili in più, ma va bene lo stesso...

PS: sul mio contatore di iTunes “Ain’t Nobody”è a 39, compresi gli ascolti di oggi per scrivere questo post...

5 commenti:

Ted ha detto...

Hai colto uno dei più bei pezzi della dance/funky/disco di quegli anni, nonchè uno dei pochi ad accoumunarci...

A real masterpiece.

Anonimo ha detto...

come dici bene grande Ricccardo...."ci sentivamo immortali"....e immaginavamo le nostre vite senza preclusioni. Grazie per farci rivivere certi momenti, Claudio

Anonimo ha detto...

ho riapprezzato questa canzone con un film di qualche anno fa....lei ha una voce pazzesca, sentirla cantare my funny valentine - che per inciso, è da sola una canzone meravigliosa - mi da sempre i brividi...comunque per la cronaca, la mia golf era a benzina :)
ciao mitico!
Vale

zooey ha detto...

Che ricordi, non nel senso temporale, ma perchè mi hai ricordato che questo pezzo l'ho ereditato da mia zia in 45 giri assieme a tutti i best di Julio Iglesias (mia zia ci tiene a precisare che i pezzi di Julio erano della nonna).

Anonimo ha detto...

Ciao, Riccardo!
Sono Paola P…ma lo sai che questo è sempre stato uno dei miei pezzi preferiti?
definirlo "dance" sarebbe riduttivo…bella la tua osservazione sul contrasto fra le liriche e un ché di unico nella musica e nella voce di Chaka…
Grande!Grande! ;o)