giovedì 11 febbraio 2010

Un nuovo Luna Park


Ve lo ricordate il “LunEur”? Era il Luna Park di Roma, all’Eur. Ormai chiuso da un po’ tempo e presidiato da qualche vecchio giostraio che spera ancora nella riapertura del Corsaro, del Tagadà, o addirittura del Rotor. È sempre stato un luogo un po’ triste, ci andavano i militari della vicina Cecchignola con la fidanzatina del momento e ci andavamo noi, il sabato, con i biglietti omaggio procurati dal padre di un nostro compagno di classe. C’era anche un ristorante, il Picar, ideale per matrimoni e comunioni, così dopo si fa tutti un giro sul trenino e le foto con la sposa sul Brucomela. Ora, per l’Eur sono previste opere di “riqualificazione” grazie a progetti di Massimiliano Fuksas e addirittura di Renzo Piano. Ma al Luna Park ancora non ci hanno pensato, problemi amministrativi, di sicurezza, vallo a sapere, ma senza come si fa? NIENTE PAURA! Ne hanno aperto uno vicino, nuovissimo: si chiama Aeroporto Leonardo Da Vinci. Ci dovete andare, è fantastico, ci sono le vere giostre, quelle per i grandi! Quante volte abbiamo pensato di fare gli steward e le hostess per mettere le fascette ai nostri bagagli o giocare sulla bilancia per vedere quanto pesiamo? Ora si può! Ai banchi non c’è nessuno e nessuno te lo impedisce, finalmente! E i varchi? Tutto a posto: si può passare e ripassare attraverso i controlli a raggi X e vedere se davvero la cintura, il telefonino, e l’orologio li fanno suonare, e pensa che meraviglia adesso che ci mettono il body scanner: ci vado con l’amica più carina che conosco!
E i nastri trasportatori delle valigie? Mi sono sempre chiesto che giro facessero, e adesso mi ci metto io sopra, pare che il nastro sia lungo 10 chilometri, evvài! Connessione wireless gratis per tutti, pensa che bello, agli scherzi che si possono fare: prenoto tutti miei amici su un aereo per Disneyland (Luna Park per Luna Park, vado sul sicuro) e mi scelgo pure i posti tutti davanti, in business! Ora che ci penso, non me lo porto il computer, che ci faccio, ce ne sono mille, tutti accesi. E poi il Leonardo Da Vinci è gratis, si entra così, anche di notte, non c’è nessuno...
Chissà se anche all’Ikea si può entrare di notte, chi mi può assicurare più ebbrezza di quella di comprare i tovaglioli di carta Fantastisk e le candele Glimma senza fare la fila? O di provare tutte le reti per fare “bidibodibù” sul divano Klippan? È una vita che non lo faccio! E poi vuoi mettere la comodità di pagare? C’è la cassa automatica con la pistola self service per leggere il codice a barre.
L’unica cosa che mi trattiene è che sicuramente mi beccheranno le guardie svedesi mentre mi rotolo tra le palle di gomma colorate dello Smaland (ci possono andare solo i bambini alti da 95 a 140 centimetri). E già, perché pensate: l’Ikea, a differenza dell’Aeroporto di Fiumicino, la notte è chiuso!

PS: nella foto una bella idea dell'Aeroporto di Venezia

2 commenti:

Ted ha detto...

Ti apprezzo.

Da anni sostengo che l'aeroporto di Roma (biglietto da visita della Capitale d'Italia)sia il luogo che funziona peggio in tutta l'area urbana, nonché una vergogna nazionale.

Oltre alle consuete attese di ore per i bagagli (quando non si perdono), ricordiamo anche la sporcizia indecente, il personale assurdo, le attese DENTRO l'aereo prima che si aprano i porteloni (attese doppie rispetto a qualsiasi scalo estero), i banchi check-in sguarniti, gli ascensori che devono fare un solo piano e impiegano due minuti. Insomma, un tempo c'erano le Poste e i Ministeri, oggi c'è AdR.
A me fanno passare la voglia di prendere l'aereo.

zooey ha detto...

5 giochi che non si possono non fare in un aeroporto:

- Attendere l'arrivo di Moummar Gheddafi e non appena scende dall'aereo con la sua giacca decorata urlare "Allora è vero Michael Jackson è vivo!"

- Avvicinarsi al primo gate internazionale ripetendo ininterrottamente "è incredibile da oggi il parcheggio dell'aeroporto costa 350 euro all'ora"

- Ingerire un pupazzo dei Teletubbies prima di passare ai controlli a raggix

- Al primo annuncio al microfono gettarsi a terra al grido di "no ancora quelle voci!"

- Mentre si è in attesa per il check-in lanciare il video di un countdown sull'IPod canticchiando una vecchia nenia araba