mercoledì 7 dicembre 2011

Midnight in Rome


Lo splendido film di Woody Allen “Midnight in Paris” mette sullo schermo una delle domande che ci facciamo durante le cene riuscite, non quelle dove si è chiesto notizie di coso o di quella per fare pettegolezzi, perché non ce ne è stato bisogno né quelle dove si è riso parlando male di qualcuno non presente, che “l’ha combinata davvero grossa a ‘sto giro, ma come si fa?”, né quelle dove non si sono sollevate polemiche inutili, o dove non si è discusso tra madri e figli. Ma quelle cene quelle dove si sono fatte battute molto divertenti: basta tirare fuori una domanda tipo “che cosa ci fareste se doveste vincere 100 milioni di euro al Superenalotto” per stare bene. Un’altra domanda evergreen è “in quale epoca vi sarebbe piaciuto vivere”. Tutti si lanciano nella loro preferita, con gli occhi che brillano di desiderio, ammantandola di magia, di riferimenti più o meno azzeccati, di sogni e di aspettative mal riposte: senza Stilnox negli anni 30? Ma siamo pazzi? Fino a quando uno degli invitati dice la sua, per ultimo, è quello che forse è stato un pochino al margine di questa bella cena, quello che non ha fatto commenti ficcanti, e mentre parla lo si guarda tutti un po’ storditi dal vino pensando “ sentiamo adesso questo che dice...”. E che dice? “A me va bene la mia!”. Purtroppo ha ragione lui, spegnendo i nostri sogni a differenza di Woody Allen che ce li ha fatti accendere con la grazia di chi ha raggiunto 75 anni. Ma purtroppo lo dice quasi con un grugnito chiudendo la conversazione, e forse anche la serata: gli altri commensali, con lo sguardo improvvisamente guasto guardano l’orologio, pensando che ormai è tardi e che domani è domenica e una volta ci si riposava, invece domani devo portare mio figlio a calcio contro quelli del “Villa Flaminia”. Il padrone di casa pensa invece che forse non è più il caso d’invitare questo che non parla mai e quando parla azzera tutto, e gli chiama un taxi, perché nessuno vuole accompagnarlo: non gli danno la sigla ma con un saluto frettoloso gli dicono “adesso arriva, scendi!”, per mandarlo via e fare un commento anche su di lui. Ma il taxi tarda e nel frattempo comincia a piovere, come nel film: lì si dice che Parigi forse è ancora più bella con la pioggia, figurati Roma, no? E sarà proprio grazie alla pioggia e all’attesa che non potrà fare a meno di notare quella biondina senza ombrello e che si fiderà di lui quella sera nell’accettare un passaggio su un taxi da uno sconosciuto. Che vuole vivere il suo tempo. Oggi.

3 commenti:

Maria Chiara ha detto...

Già volevamo andare a vederlo, con mio marito, adoriamo Woody Allen.
Con questo tuo commento, però, la curiosità è raddoppiata!

PS è stato divertente fare la ferrata Tridentina dietro il tuo bel gruppetto, questa estate! :-)

Carmelo ha detto...

Non ho ancora visto "Midnight in Paris" - io sono un fan sfegatato del Woody Allen vecchio stampo, per intenderci quello degli anni 70-80, di "Io & Annie", "Amore e Guerra" e "Il Dormiglione", ovvero di quell'Allen che nei nuovi film non sono riuscito più a trovare - ma questo tuo colorito quadro di una serata tra "amici" (con lieto fine) è stata una lettura divertente e veritiera.

Arrivederci al prossimo post.

Brunella ha detto...

Saper vivere qui e ora credo sia una grande dote: il passato è passato e il futuro è un'ipotesi!
Non ho ancora visto "Midnight in Paris", ma lo farò presto.
Anch'io preferisco i primi film di Allen, "Io e Annie" è uno dei miei film preferiti,humor lieve, sofisticato, la metafora stupenda dell'uovo e dell'amore.
Brunella